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Esame di avvocato 2018: la 2^ traccia del parere civile e la soluzione proposta

Posted By Domenico On 12/12/2018 @ 2:59 am In SPECIALE ESAME AVVOCATO | No Comments

Tizio gioca una partita a poker con quattro sconosciuti, nel corso della quale viene bevuta da tutti una consistente quantità di whisky.

All'esito della mano finale Tizio perde l’importo di euro 1.000 in favore di Caio. Non avendo con sé tale importo, chiede ed ottiene 24 ore di tempo per saldare il debito, ma non riesce a procurarsi la somma necessaria. Pertanto, dietro pressioni di Caio e degli amici di quest’ultimo che avevano partecipato alla partita, sottoscrive una dichiarazione con la quale promette il pagamento della vincita a Caio entro le successive 48 ore.
Dopo aver pagato la soma, però, Tizio si rivolge al proprio legale rappresentando che gli altri giocatori avevano barato al gioco e che la promessa di pagamento gli era stata estorta dietro minacce di gravi ripercussioni alla propria integrità fisica.
Il candidato, assunte le vesti del legale di Tizio, rediga motivato parere esaminando le questioni sottese al caso ed individuando le varie possibilità di tutela offerte dall'ordinamento.

Soluzione proposta : Per la soluzione della questione prospettata appare opportuno far riferimento alla promessa di pagamento di cui all’art 1989 c.c all’ art 1933c.c sulla scommessa e gioco e all’art 2034c.c in ordine alle alle obbligazioni naturali.
Il gioco e la scommessa sono regolati dagli articoli 1933 e ss., ove è previsto espressamente che, anche quando si tratta di giochi autorizzati il perdente non può ripetere ciò che abbia eventualmente pagato, a meno che non ci sia stata frode.
In altri termini la legge configura il gioco , la scommessa, come ipotesi tipiche di obbligazioni naturali ex art 2034 c.c in cui non c’è obbligo di adempiere la l’eventuale adempimento da parte del soggetto fa venir meno la possibilità di ripetere quanto spontaneamente versato. A questo punto, ci si può porre la domanda relativa alla validità di una promessa di pagamento, il cui titolo, o causa se si preferisce, consista in un debito di gioco. E conseguentemente dovremmo porci la domanda sulla validità del pagamento effettuato in adempimento di tale promessa. Dal momento che il legislatore prevede che il pagamento di un debito di gioco sia irripetibile dovrebbe conseguire l’irripetibilità di quanto versato adempimento di una promessa collegata causalmente a debito di gioco .
Tuttavia risulta che la promessa di Tizio sia stata estorta con violenza o minaccia il che la renderebbe annullabile ex art 1324 c.c in collegamento col 1434 c.c.e renderebbe pertanto ripetibile la prestazione effettuata in adempimento di detta promessa causalmente collegata a debito di gioco e scommessa, anche in considerazione degli articoli 2034 comma II e 1933 comma secondo.
Risulta poi che Tizio era incapace d’intendere e di volere quando firmava la promessa dal momento che era ubriaco e che il gioco era stato condotto fraudolentemente ; ulteriori motivi questi a render la medesima invalida con possibilità di ripeter quanto ingiustificatamente versato.
In conclusione Tizio potrà agire nei confronti di Caio per chieder la restituzione di quanto versato sulla base di promessa di pagamento del debito di gioco essendo la promessa stata frutto di minaccia e sottoscritta stato di incapacità naturale nonché relativa a gioco condotto in modo fraudolento da Caio e dagli amici.


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