Concorso in magistratura prove svolte, sentenze e dottrina

11nov/160

Prospettive di riforma legislativa

PROSPETTIVE DI RIFORMA LEGISLATIVA

A  cura dell’ Avvocato Stabilito Giulio La Barbiera ( iscritto nell’Albo degli Avvocati Stabiliti del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria Capua Vetere ).

Considerato l’attuale contesto storico-istituzionale in cui viviamo ed agiamo, dovrebbe sussistere una febbrile attività parlamentare, volta ad adeguare l’assetto legislativo ai continui mutamenti a cui va soggetta, con ritmo martellante, la nostra società italiana.

Tale compito risulta, ovviamente, di non facile attuazione, dato che anche la burocrazia parlamentare hai i suoi tempi e che non è semplice, ideare, dalla sera ala mattina, delle leggi o disposizioni di legge da aggiungere a quanto già esistente e vigente, in modo tale da tutelare efficacemente la sicurezza interna e , principalmente, i diritti fondamentali del cittadino, anche nascituro.

Onde agevolare, nei limiti del possibile, questo gravoso ma necessario compito di riforma legislativa, verranno qui di seguito, formulate alcune innovazioni legislative che ci si augura, in n prossimo domani, potranno essere prese in debita considerazione da parte dal Parlamento Italiano. A tal fine, l’analisi va condotta sia sul versante civilistico che penalistico.

Con riguardo alla scienza civilistica, non si può non prendere coscienza che i settori che meriterebbero un’approfondita disamina e cambiamento sono i seguenti:

Aborto.

All’indomani dell’approvazione della Legge 194/78, non residua alcun dubbio che una Legge così datata non è più idonea a garantire, considerata la trasversalità delle intricate situazioni che attraversano la vita di una donna ( specialmente se minorenne ) in gravidanza, la salvaguardia della sua persona nonché il diritto ad esistere dei nascituri.

In altri termini, è impensabile che, nel contesto attuale, si utilizzi lo strumento dell’aborto come sistema di controllo delle nascite senza garantire, oltre che la salute e la realizzazione sociale della donna, la dignità dei nascituri che, certamente, non chiedono loro di essere concepiti e di nascere e quindi non vanno e non devono essere considerati degli elementi di disturbo, ma persone a pieno titolo che rappresentano l’oggi ed il domani della nostra Nazione.

Solo tenendo conto di tali premesse fondamentali, si può garantire concretamente  la cosiddetta " maternità cosciente e responsabile ".

In tal senso, potrebbero essere formulate delle disposizioni, da inserire, nel codice civile, del seguente tenore:

Aborto

1)E’ vietata l’interruzione di gravidanza per motivi abietti e futili ed in ogni caso oltre il quinto mese.                                                                                                                                                                            2) Il sanitario che, in violazione normativa, esegue l’intervento per l’interruzione della gravidanza, è  assoggettabile a processo penale per omicidio anche duplice                                             se a causa dell’intervento muore la gestante.                                                                                                                                                                     3) Le medesime sanzioni di cui al comma 2 si applicano al sanitario ed ai suoi collaboratori anche in caso di aborto eseguito in strutture non autorizzate.                                                                                       4) La donna, maggiorenne o minorenne, che viene sottoposta ad intervento interruttivo della gravidanza in violazione delle norme suindicate, viene sottoposta di ufficio a processo penale per omicidio volontario. In ogni caso il marito o convivente della gestante può presentare querela nei confronti della stessa o del sanitario che ha eseguito l’operazione senza avvisarlo in quanto così privato del suo diritto alla genitorialità.                                                                                                             5) La donna che per motivi non legati ad esigenze di tutela della sua salute e della vita si sottopone ad aborto perde il diritto all’adozione di minore italiano o straniero.

Tali misure di tutela altamente ma garantisticamente deterrentive rispetto all’utilizzo indiscriminato dello strumento abortivo ( anche da parte del sanitario ai sensi del secondo comma della disposizione sopra citata), possono ricevere un’ulteriore carica di valore legislativo laddove si provveda all’istituzione di  un Anagrafe nazionale degli aborti che, fondato sullo scopo di evitare tale odiosa pratica in via clandestina potrebbe essere strutturato come sotto indicato:

Anagrafe nazionale degli aborti 1)Presso ogni presidio ospedaliero è istituito il Registro regionale degli aborti dove viene obbligatoriamente annotato ogni intervento interruttivo della gravidanza,                                            anche eseguito su donna minorenne.                                                                                                                                                                  2) Il referto attestante l’avvenuto intervento interruttivo della gravidanza viene trasmesso all’Anagrafe nazionale degli aborti istituito presso il Ministero della Sanità e può essere richiesto dal Tribunale dei Minori in caso di richiesta di adozione presentata dall’interessata                                                              per le verifiche di cui al comma 5 dell’articolo precedente.                                                                                                                                         3) Il referto di cui al comma 2 deve essere richiesto anche dal sacerdote di qualsiasi confessione religiosa incaricato della celebrazione del matrimonio solo religioso o concordatario onde verificare la idoneità della donna a contrarre matrimonio previa consultazione di uno psicologo nominato dalla Curia vescovile o dall’organo gerarchicamente superiore in accordo con l’Ufficiale di Stato Civile del Comune dove vengono richieste le pubblicazioni.

4)In caso di dichiarata inidoneità della donna a contrarre matrimonio è esperibile nel termine di 30 giorni ricorso alla Sacra Rota od all’Organo equiparato di altra confessione religiosa in base al culto professato dai nubendi che deve pronunciarsi entro i 30 giorni successivi con decreto da emanare al sacerdote che deve celebrare il matrimonio.                                                                                                                     5)Nei casi più complessi è richiesto parere al Sommo Pontefice od al Sommo rappresentante del Culto  ed il matrimonio non può essere celebrato prima dell’emanazione del medesimo parere.

6)Ai fini dell’attuazione delle procedure precedentemente prescritte la Cei od altro organismo equiparato per gli altri culti è tenuto a                                                                                                    stipulare apposite intese con lo Stato nonché con i Comuni italiani.

7)Per la Chiesa cattolica si fa riferimento principalmente ai regolamenti contenuti nei Patti Lateranensi e nel Concordato con la Santa Sede.

Tuttavia le pesanti sanzioni vi previste verrebbero meno nel momento in cui interverrebbe la riabilitazione così formulata:

Riabilitazione La donna che, con decreto pontificio o del massimo rappresentante del culto,viene riabilitata alla contrazione del matrimonio riacquista il diritto all’adozione di minore, sia italiano che straniero.

Tutto il dettato normativo, sin qui delineato, può apparire, inizialmente, altamente coercitivo, ma leggendo a fondo si nota come sia connaturato, nel suo insieme , da una piena sinergia nella tutela dell’istituzione famiglia e della paternità e maternità ( anche avvenuta per adozione del o della minore italiana o straniera)  con riferimento ai rapporti tra Stato Italiano e Chiesa Cattolica ( e con le confessioni con le quali lo Stato Italiano ha sottoscritto una Intesa ).

Tale dimensione etico- sociale non può e non deve essere ignorata, né dal cittadino e principalmente dal Parlamento italiano, in quanto affonda le radici  in profondità nella Nostra Costituzione Repubblicana.

A conferma della sussistenza di questo intento etico –sociale di difesa della genitorialità , sia sotto l’aspetto statale che spirituale, va dunque precisato, con esplicito riferimento all’adozione che deve essere istituito il:

Divieto di adozione da parte di conviventi dello stesso sesso – con una disposizione formulata nei seguenti termini:                                                                                                                                                                                       1) E’ vietata la pratica dell’azione, nazionale od internazionale, ai conviventi dello stesso sesso in quanto tale situazione lo priva di un fondamentale apporto formativo ed è palesemente contrario alla tutela dei suoi interessi.

2) Il minore figlio di uno dei conviventi omosessuali ha comunque diritto a mantenere rapporti significativi con il genitore che non perde il diritto all’affidamento congiunto, salvo che la sua condotta non sia immorale.

Tale raggio d’azione deve, però necessariamente estendersi al settore scolastico, prevedendo l’insegnamento obbligatorio della religione cattolica nella scuola, nel senso che:

1) E’ obbligatorio l’insegnamento della religione cattolica in tutte le scuole italiane, di ogni ordine e grado, in quanto costituisce apporto formativo di indiscutibile valore spirituale,                  socio-pedagogico e culturale, indipendentemente dalle convinzioni                                                  religiose personali dello studente e della famiglia.                                                                                                                                  2) La valutazione dello studio di tale materia incide sul profitto complessivo dello studente nonché sul voto inerente alla condotta.

Passando , a questo punto, alla disamina sul settore penalistico, vanno esaminate le seguenti fattispecie criminose:

Stalking

Tale reato particolarmente invasivo e tedioso va perseguito penalmente, come già avviene, ma con particolare attenzione onde evitarne possibili strumentazioni.

In tal senso andrebbero aggiunte delle disposizioni all’articolo 612-bis c.p del seguente tenore:

1) Il reato di cui ai commi precedenti si configura anche quando ci si serva in maniera fraudolenta e per motivi abietti e futili dell’attività giudiziaria e per danneggiare la reputazione di una persona attraverso la produzione artificiosa e                                       pretestuosa di denunce e querele, anche in rapida e copiosa successione.                                                                                                                                                                2) In tal caso l’Autorità Giudiziaria dispone,con decreto motivato, l’archiviazione del contenzioso penale e si avvia di ufficio un procedimento penale per calunnia nei confronti del querelante che ha abusato dello strumento giudiziario.

A ciò andrebbe aggiunto che:

3)Non si configura il reato di atti persecutori quando la richiesta di contatto con l’altra parte, sia pure domandata con cadenza giornaliera ma non connotata da modalità violente od ingiuriose, sia finalizzata a sancire accordi tesi a soddisfare legittime pretese creditorie, oppure all’esercizio del diritto di visita presso la prole sancito in favore del coniuge o convivente non affidatario,i n caso di separazione (anche di fatto) o divorzio tra i coniugi, salvo che sussistano situazioni inerenti al coniuge non affidatario pregiudizievoli                                   per la tutela dell’interesse dei figli.                                                                                                                                                   4 )Non si ravvisa il reato di atti persecutori anche quando, in maniera pacifica e civile, si cerchi di ripristinare il consorzio coniugale interrotto repentinamente in lesione dei diritti dell’altro coniuge,sanciti agli articolo 143,144 e 147 c.c. e nelle altre                                                                                    leggi correlate disciplinanti il matrimonio sia civile che concordatario.                                                                                                                                                5) In caso di rifiuto reiterato ed immotivato da parte dell’altro coniuge che arbitrariamente ha interrotto la coabitazione coniugale di avere un dialogo pacifico,quest’ultimo perde,pure avendone titolo,il diritto all’assegno di mantenimento,con decreto emesso dal giudice della separazione,fermo restando la sussistenza di tutti i diritti assistenziali e di altra natura in capo ai figli, sino al raggiungimento della maggiore età e della piena possibilità di sostenersi.

Non meno importante risulta però garantire la repressione delle vari forme di violenza sessuale per cui ai già vigenti articoli 609-bis c.p. andrebbero aggiunti i seguenti commi:

Violenza sessuale anche di gruppo- Circostanze aggravanti Commette i reati di cui agli articoli 609-bis e 609-octies c.p. chi agisce, anche in gruppo:                                              1) con notevole forza fisica e con o senza l’uso di mezzi di coercizione atti a vincere la resistenza all’atto violento, immobilizza la vittima strappandole i vestiti di dosso onde ottenere il contatto forzoso con le zone erogene della vittima;                                                                                                                                                      2) utilizza il proprio autoveicolo, motoveicolo o caseggiato di sua proprietà per restringere la libertà di movimento della vittima e ne abusa sessualmente sia pure in forma di tentativo incompiuto;                                                                                                                                               3) somministra alcolici o sostanze stupefacenti, all’insaputa della vittima, e ne abusa sessualmente singolarmente od in gruppo;                                                                                                                                                 4) obbliga, sotto ricatto, la vittima a rapporti sessuali con più persone                                               contemporaneamente anche dello stesso sesso;                                                                                                                                                                  5) costringe una persona minorenne, anche apolide o non appartenente ad un Paese dell’Ue a rapporti sessuali tesi ad introdurla nell’ambiente della prostituzione minorile,                                                                 della pedopornografia o del turismo sessuale.                                                                                                                                                                                    6) In tutti i casi si procede di ufficio od attraverso le Ambasciate dei Paesi di origine delle vittime, sia dei Paesi aderenti all’Ue che extracomunitari o tramite la Procura o l’Ambasciata dell’ultimo luogo di soggiorno dell’immigrato anche senza permesso di soggiorno.

Vanno, però, previsti anche delle:

Cause di esclusione delle punibilità o di configurabilità in forma aggravata                                                 del reato di violenza sessuale anche di gruppo 1) E’ esclusa la punibilità dei reati di cui agli articoli 609-bis e 609-octies c.p. laddove venga dimostrato, attraverso perizia medico-legale,anche psicologica, disposta dal giudice inquirente sulla persona della vittima, che l’attività sessuale, svoltasi senza le costrizioni di cui all’articolo precedente, sia avvenuta consensualmente e non si siano prodotte                                                                  lesioni dell’integrità fisica della persona e/o danni psichici.                                                                                                                                                                2) Non si configura mai la scriminante del consenso dell’avente diritto nei casi di rapporti sessuali con più persone consumati, sia pure senza alcuna costrizione, con l’avente diritto specialmente ove sia un minore a prestare il consenso agli atti sessuali, al di là dell’apparente maggiore età che possa riscontrarsi presumibilmente in base allo sviluppo fisico del soggetto.                                                                                   3) L’ipotesi di cui al comma precedente è aggravata qualora i partecipanti all’atto sessuale abbiano approfittato di circostante di tempo e di luogo per perpetrare il reato previsto e sancito all’articolo  609-octies c.p.

In tal modo sarà più facilmente evitare che vengano posti in essere dei reati definibili come:

Adescamento - emendamento Si configura il reato di adescamento anche quando la condotta incriminata si esplichi attraverso la messaggistica istantanea, la videoconferenza e/o tramite videomessaggi tesi a reclutare persone infradodicenni, anche affette da vizio parziale di mente, soggetti prossimi alla maggiore età o soggetti maggiorenni per introdurli nella prostituzione, anche virtuale, nella pedopornografia, nella pedofilia od                                                                                                in associazioni a delinquere, anche straniere, di stampo mafioso. Traffico ed organizzazione telematica di incontri sessuali 1) Chiunque, anche in concorso con altre persone, organizza, per fini di lucro o per altri scopi, incontri sessuali, anche con minorenni, servendosi di Internet, è punito con la reclusione da 10 a 20 anni e con la pena dell’ergastolo se il traffico di                                                                   incontri sessuali assume dimensioni transnazionali o mondiali.                                                                                                                           2)La pena da irrogare al colpevole va cumulata con quella previsto per il concorso sui reati di cui all’articolo 110 c.p.,laddove l’organizzazione criminale sia gestita da due o più persone,residenti anche all’estero e non solo sul territorio italiano.

Volendo, infine, considerare altre forme di tutela della persona per poi passare ad altra tipologia di reati, si potrebbe anche considerare le seguenti fattispecie criminose:

Pratiche di tortura Chi, con qualunque mezzo od utilizzo di qualsiasi arma e con pratiche disumane e violente,cagiona lesioni personali gravi o gravissime,l’aborto e produce atti di violenza sessuale,anche in gruppo, sulla vittima,è punito con la reclusione da 10 a 20 anni o con la pena dell’ergastolo in caso di morte del soggetto passivo.

Terrorismo di matrice religiosa Chiunque,per finalità stragiste di matrice religiosa,posiziona ordigni in luoghi di culto cattolico o di qualsiasi altra confessione religiosa con cui il Governo italiano abbia sottoscritto un’intesa,al fine di distruggere tali luoghi e/o di causare la morte di più persone,è punito con la pena dell’ergastolo.

Maltrattamenti in famiglia nuovo comma Perdono l’esercizio dei doveri e dei diritti genitoriali in automatico i genitori che con violenza costringono i figli a prendere parte a riti esoterici od associativi ad associazioni a delinquere anche di stampo mafioso.

Passando, infine ai reati a tutela della sicurezza interna dello Stato andrebbero coniate le seguenti fattispecie criminose:

Sottrazione o sostituzione e falsificazione di fascicolo processuale o di pratiche amministrative. 1) L’esercente la professione forense,il cancelliere,gli addetti alle segreterie degli uffici giudiziari,il magistrato,inquirente o giudicante,che,di propria iniziativa od in concorso con i soggetti suindicati o con persone esterne all’ambiente di lavoro,sottrae,sostituisce e/o falsifica,il fascicolo processuale relativo ad un contenzioso civile,penale od amministrativo, è punito,salvo l’applicazione sulle disposizioni relative al concorso sui reati, con la pena della reclusione da 5 a 15 anni. 2) Alla pena detentiva suindicata si aggiunge in automatico la interdizione perpetua dai pubblici uffici per tutti i soggetti indicati,nonché il licenziamento dal posto di lavoro per i cancellieri e per i magistrati  e la radiazione dall’albo                                                               professionale per l’esercente la professione forense  ed il processo                                                  presso l’Ordine degli Avvocati di appartenenza da disporsi di ufficio.                                                                                                                                                                   3) La pena detentiva di cui al primo comma è aumentata da 15 a 20 anni se a causa della perpretrazione del reato,anche parziale,ne consegue per la controparte processuale una condanna in sede civile,penale od amministrativa.                                                                               Non si applicano in tale ipotesi le circostanze attenuanti né si procede al bilanciamento delle stesse con le circostanze aggravanti a beneficio del reo e dei concorrenti nel reato.                                                                                                                                                          4) Si procede di ufficio al cumulo delle pene con i reati di abuso d’ufficio,omissione in atto di ufficio,falso materiale e falso ideologico,corruzione in atti giudiziari e patrocinio infedele.                                                             5)Le pene di cui ai commi 2) e 3) si applicano anche alle attività dei periti nominati dal giudice nonché agli impiegati e funzionari delle Pubbliche Amministrazioni che perpetrano le condotte di cui al primo comma a beneficio di conoscenti  propri o segnalati dai superiori gerarchici agendo sulle pratiche amministrative di loro competenza.

Associazione a delinquere di tipo settario o massonico 1)Chiunque,anche con il supporto di altre persone,coinvolge terzi,anche con metodi ingannatori,in gruppi associativi dediti a rituali settari di matrice occulta connotati da pratiche violente e/o dalla perpretazione dei reati di omicidio,violenza sessuale(anche di gruppo) o dal consumo di sostanze stupefacenti,e punito con la reclusione da 10 a 20 anni o nei casi più gravi,con la pena dell’ergastolo a cui consegue la perdita dell’esercizio dei diritti civili e politici nonché della potestà genitoriale(anche sulla prole nata da rapporto di convivenza).                                                                                                                                                                            2) Le stesse pene si applicano anche agli appartenenti a movimenti massonici con                                                    o senza finalità rituali occulte.                                                                                                                                                                           3) Qualora tali associazioni pratichino i reati di truffa e di estorsione in danno agli associati od a terzi si procede al cumulo delle pene nei confronti del reo.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           3)In nessun caso si procede al bilanciamento con le circostante attenuanti laddove esistenti mentre si procede al bilanciamento con quelle aggravanti.                                                                                                           4) Per il gestore del network criminoso di cui al primo comma si aggiunge,alla pena prevista anche la sanzione accessoria della perdita della potestà genitoriale nonché il pagamento delle spese per l’oscuramento dei siti Internet incriminati e del risarcimento del danno in favore delle vittime  e/o dei parenti delle stesse.

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