Concorso in magistratura prove svolte, sentenze e dottrina

14apr/120

danno da nascita indesiderata avv. Antonio Giannelli

DANNO DA NASCITA INDESIDERATA

Antonio Giannelli, avvocato in Caserta

Se mai si potrà proporre di assegnare un Oscar a una sentenza Cassazione, sez. III, 3 maggio 2011, n. 9700 meriterebbe senz’altro di vedersi proposta per l’assegnazione.

Ciò non senza motivo perché la decisione in oggetto ha dovuto superare- opiniamo- i mille ostacoli insiti nella mentalità di un paese ove ha imperato una Chiesa che nell’epoca della Controriforma non ha esitato condannare sudditi o, comunque , credenti soggetti a prestare  fede, a mille dogmi , alcuni dei quali vicini all’ assurdo.

Una chiesa che ha condannato  a morte un religioso perché contestava le sue atrocità, i suoi vizi, i suoi peccati e che sarebbe stato un santo da venerare – quale ad esempio Gerolamo da Savonarola- ha difeso quello che riteneva il diritto alla vita nelle forme più strane con accanimento che dovrebbe indurre meraviglia .

Tali credenze hanno creato il mito dell’indisponibilità della vita da parte dell’uomo con deformazioni di pensiero che hanno creato l’idea della vita come milizia o valle di lacrime e tutto ciò, però, con  un terrore  della morte  tale da creare  sofferenze e turbe negli esseri umani.

Il terrore della vita  eterna  nella religione cristiana ed islamica  ha solo ingigantito  le turbe create  ab initio dalla religione ebraica ma quest’ultima aveva , piuttosto,  il terrore  di Jahve’ visto che il dogma per così dire  della vita eterna  è stato statuito solo  nel tredicesimo secolo  dell’ era volgare da Mose’ Maimonide  molto freddamente  e senza  troppo seguito nei credenti  di cui molti si sono limitati  a credere a un intervento divino sulle cose umane  come   quello su Giobbe arricchito e impoverito da Geova. In questa mentalità s’è ritenuto di dover accettare la vita ad ogni costo e, peggio ancora, s’è ritenuto di dover accettare qualsiasi vita anche se foriera, solo, di mille sofferenze piuttosto che come dono, come condanna.

Il problema di diritto affrontato è il seguente: Il concepito, per colpa del medico, nato con grave handicap o  disagio fisico psichico può agire  in giudizio  a fini risarcitori per il danno derivante  da dover sopportare la vita?

Precedenti nella Massima Cass 10741/2009- Cass 14488/2004 e  11503/2003 tutte  della  III civile  che negavano  l’ esposto diritto al nato pur riconoscendo al padre il risarcimento che, in un primo tempo si riconosceva alla sola madre .

La questione è di tutto rispetto  e sottolinea  il diritto all’ autoderminazione in materia di procreazione;In Itali a poteva essere riconosciuto dopo la legge 22/051978 nr 194  che disciplina  l’interruzione volontaria  della gravidanza, legge  anch’ essa  nata troppo tardi   e cio’ per i motivi dianzi esposti per l ’intervento ripetiamo della dottrina cristiana, ma gia’ i Romani erano arrivati ad affermare  in un bello e nitido latino “ conceptus pro iam nato habetur quotiens de  eius  commodis agatur”.

Le questioni morali disseminate dalle religioni hanno creato forti contrasti.

La sentenza in esame ,perfettamente laica, semmai ve ne sia una, apre una porta  riconoscendo finalmente  il diritto al nato   di dolersi  di essere stato immesso nella vita malformato condannato  a soffrire senza colpa. E perche’ Poi? Per stabilire cosa?

Che la vita e’ sacra e che il fanatismo non conosce  limiti?

Dopo  Auschwitz  molti ebrei hanno affermato che non  si puo’ parlare di Dio che ha tollerato le atrocità dei campi di sterminio e se ha tollerato tanto  potendo evitarle se non poteva  evitarle  che Dio era?

L’umanità che nel medico va preteso  avrebbe dovuto suggerire di negare la vita  a chi di essa avrebbe sofferto; quale Dio poteva dolersi di cio’? Quel Dio che aveva tollerato Auschwitz?

Qualsiasi religione, poi, avrebbe dovuto meditare se fosse o meno giusta la condanna a vivere, atrocità che poteva essere concepita se sipotesse ipotizzare un Dio che . magari per condannare i genitori pretendesse  dai suoi credenti il rifiuto a liberare un essere nascente da una sofferenza che non aveva meritato.

Ma Che Dio sarebbe?!

Siamo tra gli ultimi in Europa a essere pervenuti  a quanto in sentenza .

Non possiamo, però, mancare di porre attenzione alla possibilità di sviluppo dei concetti base della sentenza, possibilità che ha frenato molti medici  dal fare

E molti giudici dal giudicare dannoso e censurabile l’aver preteso di vedere la volontà ‘ di Dio in una condanna atroce. Di seguito a ciò prenderà strada il ritener e giusta l’assistenza al suicidio che ormai si pratica legittimamente in tutta Europa ma ciò era e d è nelle cose e nella evoluzione delle coscienze che ormai non dovrebbero tollerare episodi di condanne a vivere.

L’episodio di Eluana Englaro non deve ripetersi più.

Il nostro legislatore ha cancellato d alla Costituzione Repubblicana la possibilità di prevedere la pena di morte nel diritto penale militare di guerra, pena di cui si imponeva la previsione nelle situazioni belliche.

Basti pensare a un tradimento del soldato che crei una morte  di una brigata, di un reparto, di migliaia di persone( Non è impossibile).

Che pena gli diamo?Anche la condanna all’ ergastolo fa ridere considerato che se l’imputato di ciò provocherà la sconfitta del suo esercito egli sarà considerato un eroe dai nemici e centinaia se non migliaia di persone sono rimaste uccise.

Per imitazione, per debolezza, per leggerezza ci siamo privati di una difesa forte del nostro esercito, dei nostri soldati.

Eppure ciò e’ stato ritenuto fonte di civiltà.

A morte non vogliamo condannare nessuno(Dobbiamo ritenere)

Perché allora condannare a vivere?

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