Concorso in magistratura prove svolte, sentenze e dottrina

3mag/110

Canoni demaniali e giurisdizione

Consiglio di Stato, Sezione VI, sentenza 18 aprile 2011, n. 2375

La massima

1. La previsione normativa, secondo cui la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di concessione di beni pubblici non si estende alle controversie Уconcernenti indennitр, canoni ed altri corrispettiviЕ.Ф (art. 133, comma 1, lett. b), c.p.a., giр art. 5 l. Ta.r.), va interpretata nel senso che la giurisdizione del giudice ordinario ha per oggetto le controversie di contenuto meramente patrimoniale, ovvero inerenti quantificazione e pagamento dei corrispettivi in questione, e purchщ non entri in discussione la qualificazione del rapporto concessorio con esercizio di poteri discrezionali da parte dellТAmministrazione, dovendosi riconoscere in tal caso la cognizione del giudice amministrativo, in presenza sia di interessi legittimi che di diritti soggettivi.

2. La rideterminazione del canone di occupazione di beni del demanio marittimo da parte dell'Autoritр portuale, a seguito di una differente interpretazione e di una mutata classificazione della tipologia di occupazione in esito una rinnovata valutazione tecnico-discrezionale, spetta alla giurisdizione amministrativa, presupponendo un provvedimento amministrativo con cui lТAutoritр incide sullТeconomia dellТintero rapporto concessorio, attraverso lТesercizio di poteri autoritativi.

3. Sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo per il contenzioso relativo ai provvedimenti di rideterminazione del canone demaniale per le concessioni marittime, in applicazione dellТart. 1, comma 251, l. 27 dicembre 2006, n. 296, qualora non si tratti di mera quantificazione del canone, ma di integrale revisione previa ricognizione tecnico-discrezionale del carattere di pertinenze demaniali marittime delle opere, in precedenza realizzate dal concessionario, nonchщ in considerazione dellТinamovibilitр, o meno, delle stesse.

4. La rideterminazione del canone, a seguito dellТapplicazione della nuova normativa, qualora la controversia investa lТesercizio di poteri discrezionali-valutativi nella determinazione del canone e non semplicemente di accertamento tecnico dei presupposti fattuali economico-aziendali (sia sullТan che sul quantum), configura una fattispecie rientrante nella giurisdizione del giudice amministrativo, in conformitр ai principi in precedenza richiamati, mentre, diversamente, rientra nellТambito di giurisdizione del giudice ordinario.

5. Non ricorre la giurisdizione del g.a. ove si faccia questione solo di misura del canone, in relazione ai presupposti fattuali economico-aziendali e ai criteri di determinazione configurati dalla nuova normativa, senza che i dedotti motivi coinvolgano la verifica dellТazione autoritativa dellТamministrazione sul rapporto concessorio sottostante o dellТesercizio di poteri tecnico-discrezionali.

La sentenza

sul ricorso numero di registro generale 6117 del 2008, proposto da:

Peppino a Mare s.r.l., rappresentata e difesa dallТavv. Nicola Greco, con domicilio eletto presso il medesimo in Roma, via Massa Fiscaglia 1;

contro

Comune di Roma, rappresentato e difeso dagli avvocati Guglielmo Frigenti, Enrico Maggiore, o in Roma, via del Tempio di Giove 21;

nei confronti di

Regione Lazio, Assessorato sviluppo economico, innovazione, strutture turistiche e demanio; Agenzia delle Entrate, Direzione Regionale Lazio, Ufficio Roma 7, Agenzia del Demanio, Ministero dellТEconomia e delle Finanze, rappresentati e difesi dallТAvvocatura Generale dello Stato, domiciliati per legge in Roma, via dei Portoghesi 12;

per la riforma

della sentenza del T.A.R. LAZIO - ROMA: SEZIONE II n. 02610/2008, resa tra le parti, concernente DETERMINAZIONE CANONE PER CONCESSIONE DEMANIALE MARITTIMA

Visti il ricorso in appello e i relativi allegati;

Visti gli atti di costituzione in giudizio delle parti appellate;

Viste le memorie difensive;

Visti tutti gli atti della causa;

Relatore nella camera di consiglio del giorno 29 marzo 2011 il Cons. Bernhard Lageder e uditi per le parti lТavvocato dello Stato Varone e lТavvocato Frigenti;

Ritenuto e considerato in fatto e diritto quanto segue.

FATTO e DIRITTO

1. Il presente contenzioso, trattandosi di appello avverso sentenza che declina la giurisdizione, va deciso con sentenza in esito a rito camerale, in applicazione degli artt. 105, comma 2, e 87, comma 3, c.p.a.

2. Si controverte di un provvedimento che ha rideterminato il canone demaniale marittimo in applicazione della l. n. 296/2006 e il T.a.r. con la sentenza in epigrafe ha declinato la giurisdizione in favore del giudice ordinario.

3. Sulla questione del riparto di giurisdizione in caso di rideterminazione dei canoni demaniali marittimi in applicazione della l. n. 296/2006 ш sufficiente richiamare:

a) lТordinanza delle Sezioni unite della Corte di cassazione 17 giugno 2010, n. 14614, da cui si desume che la previsione normativa, secondo cui la giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo in materia di concessione di beni pubblici non si estende alle controversie Уconcernenti indennitр, canoni ed altri corrispettiviЕ.Ф (art. 133, comma 1, lett. b), c.p.a., giр art. 5 l. Ta.r.), va interpretata nel senso che la giurisdizione del giudice ordinario ha per oggetto le controversie di contenuto meramente patrimoniale, ovvero inerenti quantificazione e pagamento dei corrispettivi in questione, e purchщ non entri in discussione la qualificazione del rapporto concessorio con esercizio di poteri discrezionali da parte dellТAmministrazione, dovendosi riconoscere in tal caso la cognizione del giudice amministrativo, in presenza sia di interessi legittimi che di diritti soggettivi;

b) lТordinanza delle Sezioni unite della Cassazione 1░ luglio 2010, n. 15644, secondo cui la rideterminazione del canone di occupazione di beni del demanio marittimo da parte dell'Autoritр portuale, a seguito di una differente interpretazione e di una mutata classificazione della tipologia di occupazione in esito una rinnovata valutazione tecnico-discrezionale, spetta alla giurisdizione amministrativa, presupponendo un provvedimento amministrativo con cui lТAutoritр incide sullТeconomia dellТintero rapporto concessorio, attraverso lТesercizio di poteri autoritativi.

4. Anche la giurisprudenza della Sezione ha affermato che sussiste la giurisdizione del giudice amministrativo per il contenzioso relativo ai provvedimenti di rideterminazione del canone demaniale per le concessioni marittime, in applicazione dellТart. 1, comma 251, l. 27 dicembre 2006, n. 296 (ritenuto costituzionalmente legittimo da Corte Cost. 22 ottobre 2010, n. 302), qualora non si tratti di mera quantificazione del canone, ma di integrale revisione previa ricognizione tecnico-discrezionale del carattere di pertinenze demaniali marittime delle opere, in precedenza realizzate dal concessionario, nonchщ in considerazione dellТinamovibilitр, o meno, delle stesse (Cons St., Sez. VI, 3 febbraio 2011, n. 787; Cons. St, Sez. VI, 26 maggio 2010, n. 3348).

La rideterminazione del canone, a seguito dellТapplicazione della nuova normativa, qualora la controversia investa lТesercizio di poteri discrezionali-valutativi nella determinazione del canone e non semplicemente di accertamento tecnico dei presupposti fattuali economico-aziendali (sia sullТan che sul quantum), configura una fattispecie rientrante nella giurisdizione del giudice amministrativo, in conformitр ai principi in precedenza richiamati, mentre, diversamente, rientra nellТambito di giurisdizione del giudice ordinario.

5. Nel caso di specie, con le censure articolate nel ricorso in primo grado, si fa questione solo di misura del canone, in relazione ai presupposti fattuali economico-aziendali e ai criteri di determinazione configurati dalla nuova normativa, senza che i dedotti motivi coinvolgano la verifica dellТazione autoritativa dellТAmministrazione sul rapporto concessorio sottostante o dellТesercizio di poteri tecnico-discrezionali nel senso sopra delineato.

6. Ne consegue che la controversia ha natura meramente patrimoniale e, per lТeffetto, lТappello va respinto, con conseguente conferma della sentenza gravata.

7. La novitр della questione giustifica la compensazione delle spese di lite.

P.Q.M.

Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta), definitivamente pronunciando sullТappello, come in epigrafe proposto, lo respinge e, per lТeffetto, conferma lТimpugnata sentenza; dichiara le spese del grado interamente compensate fra le parti.

Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall'autoritр amministrativa.

Cosь deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 29 marzo 2011 con l'intervento dei magistrati:

Rosanna De Nictolis, Presidente FF

Roberto Giovagnoli, Consigliere

Giulio Castriota Scanderbeg, Consigliere

Roberta Vigotti, Consigliere

Bernhard Lageder, Consigliere, Estensore

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